In breve. Chi compra uno stabilimento balneare non compra la spiaggia, che è demanio dello Stato e non si vende: compra l'azienda e, con l'autorizzazione dell'ente concedente, il subentro in una concessione che ha una data di fine (art. 46 del Codice della navigazione). Il valore dipende da quanto dura ancora quel titolo, da cosa spetta all'uscente se la gara la vince un altro (l'indennizzo dell'art. 4, comma 9, della legge 118/2022 come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 131/2024) e da quanto costa tenerla, a cominciare dal canone. Un prezzo di riferimento ufficiale non esiste, e noi non ne diamo.
Aggiornata il 12 ottobre 2026 · la redazione di Radar · Come lavoriamo · Non è una consulenza legale né una stima: per una valutazione serve un professionista.
La spiaggia e il lido del mare appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico (art. 822 del Codice civile). I beni del demanio sono inalienabili: non si vendono, e su di loro si possono dare diritti ad altri solo nei modi e nei limiti delle leggi che li riguardano (art. 823). La concessione è uno di questi modi.
Quindi, in una compravendita, passano di mano tre cose diverse:
Prima di dare un valore ai «muri», quindi, si legge l'atto di concessione: è lì che si scopre se a fine rapporto restano allo Stato, vanno demolite o hanno una regola diversa.
È la voce che pesa di più, perché un'azienda balneare vale finché può lavorare su quell'area. Per legge le concessioni in essere sulla base di proroghe o rinnovi «continuano ad avere efficacia fino al 30 settembre 2027» (art. 3, comma 1, della legge 118/2022 come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 131/2024). Se ci sono ragioni oggettive che impediscono di concludere la gara entro quella data, l'ente può differire la scadenza con atto motivato, «comunque, non oltre il 31 marzo 2028» (art. 3, comma 3). Le concessioni assegnate o rinnovate con una procedura selettiva adeguata, invece, durano fino al termine del proprio titolo (art. 3, comma 2).
Alla scadenza l'ente non può prolungare il rapporto in nessuna forma, salvo il tempo strettamente necessario a concludere una gara già avviata (art. 4, comma 3). Dopo, la concessione si riassegna con una gara, e la nuova dura da cinque a venti anni (art. 4, comma 5).
Se la concessione passa a un nuovo titolare, l'uscente ha diritto a un indennizzo a carico del subentrante: il valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati, al netto di ogni aiuto o sovvenzione pubblica percepita e non rimborsata, più un'equa remunerazione su quelli degli ultimi cinque anni. Lo determina una perizia acquisita dall'ente prima del bando (art. 4, comma 9).
Per chi compra conta un dettaglio: il comma 9 parla di investimenti. Avviamento e valore commerciale dell'azienda non sono fra le voci che elenca. Come funziona l'indennizzo, chi lo paga, quando e cosa ne ha detto il Consiglio di Stato è spiegato nella guida sull'indennizzo al concessionario uscente.
Chi compra oggi, alla gara parte come uscente. La legge non gli dà una preferenza, ma fra i criteri di valutazione mette l'esperienza in attività comparabili, «anche svolte in regime di concessione», e l'aver usato una concessione come prevalente fonte di reddito nei cinque anni precedenti (art. 4, comma 6, lett. h e i). Quanti punti valgano lo decide ogni bando: vedi offerta tecnica e valutazione.
Il canone ogni anno, la cauzione chiesta alla stipula, gli investimenti promessi nel piano economico-finanziario e, se si subentra a un altro dopo una gara, l'indennizzo all'uscente. Il canone ha regole di calcolo fissate dalla legge: le trovi più sotto.
La regola è nell'art. 46 del Codice della navigazione, e ha tre casi.
Il subingresso cambia il titolare, non la concessione: la data di fine resta quella del titolo. Per questo, in una compravendita, conviene legare il pagamento all'autorizzazione dell'ente, e non il contrario.
Diverso è l'affidamento della gestione (art. 45-bis del Codice della navigazione): il concessionario resta titolare e, previa autorizzazione, affida ad altri la gestione delle attività, o solo di quelle secondarie. Chi gestisce in affidamento non è il concessionario.
Per le concessioni marittime con finalità turistico-ricreative il canone annuo segue l'art. 03 del decreto-legge 400/1993, convertito dalla legge 494/1993. Il meccanismo, in quattro passi:
La legge prevede anche alcune riduzioni, fra cui il 50 per cento in caso di eventi dannosi di eccezionale gravità che riducono l'uso dell'area, accertati dall'autorità marittima, e il 25 per cento dei valori delle superfici per le imprese turistico-ricettive all'aria aperta (art. 03, comma 1, lett. c ed f).
Due novità della legge 118/2022 riguardano il canone. Il decreto ministeriale sui criteri dell'indennizzo deve anche aggiornare gli importi unitari; se non viene adottato, la legge dice che gli importi «sono aumentati nella misura del 10 per cento» (art. 4, comma 11). Quel decreto, all'8 ottobre 2026, non risultava adottato (vedi la guida sull'indennizzo). Come e da quando gli enti applichino l'aumento non l'abbiamo verificato: si legge sull'avviso di pagamento del proprio canone.
E con la gara il canone entra nell'offerta: il bando indica la misura del canone (art. 4, comma 4, lett. d) e fra i criteri c'è l'importo offerto rispetto al minimo (art. 4, comma 6, lett. a). Dove il bando prevede il rialzo, chi vince può pagare più del canone di legge per tutta la durata della concessione.
Laghi e fiumi. Per le concessioni lacuali e fluviali il canone lo determina l'ente concedente, tenendo conto del pregio naturale e della redditività dell'area, e non può essere inferiore al minimo del decreto-legge 104/2020 (art. 4, comma 12, della legge 118/2022).
Come metodo generale, non come consiglio sul tuo caso:
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Registrati gratisNon esiste un prezzo di riferimento ufficiale, e non ne diamo. Il prezzo dipende da quanto dura ancora la concessione, dall'indennizzo che spetterebbe all'uscente se la gara la vincesse un altro, dal canone e dai conti dell'azienda.
La spiaggia no: è demanio dello Stato e non si vende (artt. 822 e 823 del Codice civile). Si può cedere l'azienda e chiedere all'ente concedente l'autorizzazione al subingresso: senza autorizzazione chi compra non subentra nella concessione (art. 46 del Codice della navigazione).
Fino alla data del titolo, che il subingresso non cambia. Per le concessioni in essere per proroga la legge dice fino al 30 settembre 2027, con un differimento possibile, per atto motivato, non oltre il 31 marzo 2028 (art. 3 della legge 118/2022). Poi la concessione va a gara.
Il nuovo concessionario che vince la gara, non l'ente (art. 4, comma 9, della legge 118/2022). Copre gli investimenti non ancora ammortizzati, al netto di aiuti o sovvenzioni pubbliche percepiti e non rimborsati, e un'equa remunerazione su quelli degli ultimi cinque anni, stabiliti da una perizia prima del bando.
In base alla categoria dell'area (A o B), alla superficie e al tipo di occupazione (area scoperta, impianti di facile o difficile rimozione), con importi al metro quadrato aggiornati ogni anno (artt. 03 e 04 del decreto-legge 400/1993). Sotto un canone minimo non si scende: 2.500 euro dal 2021, aggiornati ogni anno (art. 100, comma 4, del decreto-legge 104/2020).
Sì, ma devono chiedere la conferma della concessione entro sei mesi, a pena di decadenza (art. 46 del Codice della navigazione). Se l'ente non li ritiene idonei, si applicano le norme sulla revoca.
| Norma o atto | Cosa si usa | Letto il |
|---|---|---|
| Legge 5 agosto 2022, n. 118, art. 3, commi 1, 2 e 3 (nel testo dell'art. 1 del D.L. 131/2024) — testo vigente su Normattiva | Durata delle concessioni in essere | 12 ottobre 2026 |
| Legge 5 agosto 2022, n. 118, art. 4, commi 3, 4 (lett. d), 5, 6 (lett. a, h, i), 8, 9, 10, 11 e 12 (nel testo dell'art. 1 del D.L. 131/2024) | Gara, canone nel bando, demolizione, indennizzo, aggiornamento dei canoni | 12 ottobre 2026 |
| Codice della navigazione, artt. 45-bis, 46 e 49 | Affidamento della gestione, subingresso, devoluzione delle opere | 12 ottobre 2026 |
| Codice civile, artt. 822 e 823 | Spiaggia demanio dello Stato, inalienabile | 12 ottobre 2026 |
| D.L. 5 ottobre 1993, n. 400 (conv. L. 494/1993), artt. 03 e 04 | Criteri del canone, aggiornamento annuale | 12 ottobre 2026 |
| D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (conv. L. 126/2020), art. 100, commi 2 e 4, con gli aggiornamenti annotati su Normattiva (decreto 17 dicembre 2023) | Pertinenze commerciali, canone minimo | 12 ottobre 2026 |
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